LA PROPOSTA DEL CURTAILMENT DINAMICO CONTRO LA SATURAZIONE DELLA RETE
L’Italia si prepara a un cambio di schema nella gestione della rete elettrica per superare la cosiddetta “saturazione virtuale” che da anni tiene bloccati centinaia di Gigawatt (GW) di impianti a energia rinnovabile. Il nuovo Decreto Legge Energia e il recepimento della direttiva UE sul mercato elettrico introducono le connessioni flessibili come strumento centrale per accelerare la transizione energetica.
Salta subito all’occhio come la saturazione in realtà non sia fisica, ma amministrativa: la rete viene dichiarata “piena” quando la somma teorica di tutte le richieste di connessione pendenti (oltre 350 GW per il fotovoltaico a inizio 2025) supera la capacità nominale, anche se fisicamente ci sarebbe margine. Questa distorsione ha generato blocchi interminabili e ha rallentato lo sviluppo, in particolare degli impianti utility scale, cruciali per gli obiettivi europei.
Il nuovo quadro normativo interviene su due fronti principali:
- Riforma del Processo Autorizzativo: La richiesta di connessione alla rete non è più un prerequisito per intraprendere l’iter autorizzativo. La “prenotazione” della capacità diventerà effettiva solo per gli impianti che abbiano già ottenuto le necessarie autorizzazioni. Questo mira a “pulire” le code dalle richieste “fantasma”.
- Connessioni Flessibili (Curtailment Dinamico): Terna e i gestori di rete potranno rilasciare connessioni anche oltre la capacità nominale, a patto che l’impianto accetti limitazioni temporanee e controllate (curtailment) dell’immissione in rete nelle ore critiche. Si passa da un sistema statico basato sul “chi prima arriva” a uno dinamico, gestito in tempo reale per prevenire le congestioni.
Il decreto di recepimento della Direttiva UE 2024/1711 conferma a livello europeo gli accordi di connessione flessibile, legando l’accesso alla rete alla partecipazione ai servizi di stabilità. In tutto questo viene però richiesto, dagli operatori di settore, un coordinamento stretto e armonico tra la normativa nazionale e quella europea, per evitare incertezze applicative che minerebbero la bancabilità degli impianti.
La chiave del successo risiederebbe quindi nella gestione dinamica del curtailment: le limitazioni devono essere attuate solo quando strettamente necessario, in punti specifici della rete e per poche ore all’anno. Ciò minimizzerebbe l’impatto economico negativo sui produttori.
L’Autorità (ARERA) dovrà definire entro 180 giorni le nuove condizioni tecniche ed economiche, incluse le regole per l’eventuale compensazione del curtailment dinamico, con l’obiettivo di stimolare anche i gestori di rete a rispettare i piani di sviluppo.
La riforma richiede infine un ulteriore, fondamentale, cambio di metodologia: la pianificazione della rete deve anticipare lo sviluppo delle rinnovabili, costruendo o potenziando le infrastrutture nelle aree idonee prima che arrivino le richieste di connessione.
In sintesi, la combinazione tra connessioni flessibili, revisione del processo autorizzativo e pianificazione proattiva rappresenta un passo avanti cruciale per sbloccare i progetti e allineare l’Italia ai suoi obiettivi di decarbonizzazione, a condizione che ARERA riesca a definire un quadro regolatorio unitario e stabile.
