ONERI DI SBILANCIAMENTO: COME RISPARMIARE
La gestione dell’energia in regime RID con il GSE comporta l’addebito di significativi oneri di sbilanciamento (fatture emesse dal GSE “ai sensi della delibera 280/07 e s.m.i.”).
In pratica il GSE calcola ogni mese i costi connessi alla differenza tra quanto “programmato” e quanto effettivamente “immesso” dagli impianti in RID e ribalta questo costo mediante una perequazione complessiva (costo totale diviso per i MWh immessi in rete da ciascun impianto).
Anno dopo anno tali oneri aumentano, siamo ormai sopra i 3 Euro/MWh (costo medio sull’intera produzione annuale) e il trend è sempre in crescita (anche perché da quest’anno gli sbilanciamenti sono calcolati ogni 15 minuti, non più ogni ora).
Pertanto, la gestione in RID si rivela sempre di più spesso meno competitiva rispetto alla cessione dell’energia a trader privati, specializzati e attenti a minimizzare tali oneri.
Peraltro, la perequazione “piatta” prevista tra tutti gli impianti a fonti rinnovabili non programmabili (idroelettrico, fotovoltaico ed eolico) non è conveniente per gli impianti idroelettrici in quanto su di essi viene parzialmente riversata la maggiore imprevedibilità delle altre due fonti (fotovoltaico ed eolico).
Nel ringraziare il GSE per la grande disponibilità che da sempre viene accordata all’Associazione, si nota come questo meccanismo perequativo tra fonti può dare spazio a risparmi col passaggio al libero mercato, oltre a lasciare nella disponibilità del produttore anche le Garanzie di Origine che possono generare un ulteriore introito.
A meno che non sussistano condizioni particolari, e nell’ipotesi ovviamente che gli impianti non beneficino di tariffe onnicomprensive T.O., l’Associazione consiglia di valutare attentamente il passaggio al mercato libero, onde poter massimizzare il valore dell’energia ceduta e ottenere una gestione a costi inferiori.
Inoltre, con la negoziazione bilaterale con un trader, il produttore potrebbe eventualmente anche fissare in anticipo il prezzo (su base annuale o anche pluriennale), opzione che il GSE non può offrire (il RID funziona soltanto il prezzo variabile). Ovviamente il fixing anticipato si rivela conveniente solo quando il prezzo nel corso dell’anno o degli anni seguenti scende – ipotesi al momento non così ovvia o sicura.
Infine, qualora gli impianti beneficino dei c.d. “prezzi minimi garantiti” (PMG), si ricorda che questi sono ottenibili anche in caso di cessione dell’energia sul mercato libero, previa attivazione della convenzione PMG-ML, che consente di ottenere il conguaglio tra PMG e prezzo di borsa (se dovuto) a consuntivo annuale.
Si ringraziano per l’approfondimento l’Ing. Stefano Cavriani della EGO Energy di Genova, azienda del Gruppo Shell, ed i suoi collaboratori i quali rimangono, come sempre, a disposizione per ogni eventuale esigenza ed ulteriore chiarimento.
