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REVISIONE ETS 2026-2030

La Commissione Europea si prepara e riformare il sistema ETS (Emissions Trading System). È attesa a giorni la consultazione pubblica sulla proposta di revisione dei benchmark per le emissioni di CO2, un passaggio tecnico ma cruciale che definirà le regole del gioco per l’industria europea nel quinquennio 2026–2030.
​L’obiettivo dell’esecutivo UE, guidato dai documenti tecnici della DG Clima, è finalizzare il testo entro l’inizio di giugno 2026.


​​La revisione tecnica prevede uno scostamento medio dei benchmark del 10%, con punte che raggiungono il 45% per settori pesanti come ferro e acciaio. Questo aggiornamento dei parametri tecnici serve a garantire che il principio “chi inquina paga” rimanga centrale, mantenendo l’onere del carbonio saldamente legato all’impronta emissiva delle produzioni tradizionali.


​In questo scenario, le imprese che hanno già convertito i propri processi alle fonti rinnovabili si trovano in una posizione di vantaggio competitivo, potendo operare al di fuori della necessità di acquisto dei certificati richiesti invece ai produttori ancora dipendenti dai combustibili fossili.


Per gestire la transizione dei settori più critici, la Commissione sta valutando un meccanismo di flessibilità basato sul mix energetico nazionale. Questa misura non è un “liberi tutti” per le fossili, ma un riconoscimento delle difficoltà strutturali di alcuni Stati membri, volto a evitare shock economici mentre il sistema produttivo si sposta verso l’elettrificazione verde.


​Un pilastro fondamentale della riforma riguarda la stabilità del mercato. La consultazione punta a integrare le modifiche alla Market Stability Reserve (MSR) presentate il 1° aprile, per migliorarne la prevedibilità a lungo termine. Dal 2019, la riserva agisce regolando l’offerta di quote (riducendole in caso di eccesso e immettendone in caso di carenza); l’obiettivo attuale è duplice:

  • ​Ridurre la volatilità del prezzo del carbonio.
  • ​Garantire prevedibilità agli investitori che scommettono sulla decarbonizzazione.


  • Sul fronte del sostegno economico, il piano prevede uno stanziamento di 4 miliardi di euro in quote gratuite aggiuntive per le industrie energivore. Questa misura si inserisce in una strategia più ampia: nel marzo 2026, Ursula Von del Leyen ha infatti annunciato un imponente piano di incentivazione da 30 miliardi di euro per la decarbonizzazione, finanziato attraverso 400 milioni di quote di emissione.


    La proposta definitiva di giugno 2026, che precede la revisione più vasta dell’EU ETS prevista per luglio, segnerà un punto di svolta per accelerare il distacco dalle fonti fossili, rendendo la transizione energetica un pilastro di stabilità economica per l’intero continente.