{"id":8055,"date":"2025-11-21T19:29:18","date_gmt":"2025-11-21T18:29:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.assoidroelettrica.it\/?p=8055"},"modified":"2025-11-21T19:03:12","modified_gmt":"2025-11-21T18:03:12","slug":"conferenza-sul-clima-e-indirizzi-del-parlamento-europeo-prosegue-il-piano-verde-con-le-rinnovabili-ancora-al-centro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.assoidroelettrica.it\/?p=8055","title":{"rendered":"CONFERENZA SUL CLIMA E INDIRIZZI DEL PARLAMENTO EUROPEO:  PROSEGUE IL PIANO VERDE CON LE RINNOVABILI ANCORA AL CENTRO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\nLo scorso 13 novembre il Parlamento Europeo ha approvato una manovra significativa ma sofferta sul fronte della politica climatica. Con 379 voti favorevoli e 248 contrari, l&#8217;Aula ha approvato i nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti, ridisegnando in parte la rotta del Green Deal originale. L&#8217;esito della votazione non mira ad affondare le spinte ambientali Europee, ma ne testimonia una profonda ricalibrazione, necessaria a tenere unita la maggioranza centrista di Ursula Von der Leyen e a respingere le richieste di annullamento totale da parte della destra radicale.<br style=\"\" \/><br \/>\n\u200bLa mediazione, nata dall&#8217;asse centrale tra il Partito Popolare Europeo (PPE) e i Socialisti e Democratici (S&amp;D), ha prodotto i seguenti punti chiave:<br \/>\n<br style=\"\" \/><\/p>\n<li>\u200bNuovo Target 2040: l&#8217;obiettivo di neutralit\u00e0 climatica al 100% entro il 2050 \u00e8 stato modificato. Il nuovo traguardo intermedio stabilisce una riduzione del 90% delle emissioni entro il 2040, prendendo come riferimento i livelli del 1990.<\/li>\n<li>\u200bLa Compensazione Esterna: \u00e8 stata introdotta una clausola di flessibilit\u00e0, un &#8220;cuscinetto&#8221; del 5%, che le aziende e gli Stati membri potranno ottenere compensando le proprie emissioni in Paesi terzi. Questa misura \u00e8 vista come una concessione al mondo produttivo preoccupato per la competitivit\u00e0.<\/li>\n<\/ol>\n<p><br style=\"\" \/><br \/>\n\u200bIl risultato \u00e8 stato raggiunto non solo dall&#8217;intesa tra PPE, S&amp;D e Renew Europe, ma anche, a sorpresa, dall&#8217;appoggio dei Verdi e dei gruppi di Sinistra. Questi ultimi, pur definendo la proposta come un &#8220;compromesso al ribasso&#8221;, hanno optato per il voto favorevole in un&#8217;ottica di realpolitik, ritenendo essenziale evitare l&#8217;annullamento completo dei target climatici, esplicitamente richiesto dalle parti dell&#8217;estrema destra.<br \/>\n<br style=\"\" \/><br \/>\n\u200bIl Partito Popolare Europeo, promotore del Green Deal durante la prima fase della Commissione Von der Leyen, si trova oggi in una posizione spinosa. La pressione di diversi gruppi imprenditoriali che denunciano una perdita di competitivit\u00e0, aggravata dalle spinte interne di europarlamentari provenienti in particolare da Polonia, Francia, Italia, Romania, Ungheria e Bulgaria (che premevano per un abbassamento all&#8217;83% della riduzione), ha reso il voto odierno un difficile esercizio di equilibrio.<br \/>\n<br style=\"\" \/><br \/>\n\u200bIl leader del PPE ha scelto di preservare l&#8217;alleanza con i moderati e di evitare la tentazione di creare una maggioranza alternativa a destra. La linea del partito si \u00e8 orientata sul mantenimento di un&#8217;ambizione climatica, seppur rivista, respingendo l&#8217;ipotesi di azzerare i progressi fatti.<br \/>\n\u200bLa legislazione approvata passa ora alla fase dei negoziati interistituzionali con il Consiglio dell&#8217;Unione Europea. <strong>Le criticit\u00e0 e gli ostacoli non mancheranno, ma il voto del 13 novembre invia un messaggio politico chiaro: l&#8217;Europa, pur tra mille difficolt\u00e0 economiche e politiche, non intende rinunciare al suo piano di transizione ecologica.<\/strong><br \/>\n<br style=\"\" \/><br \/>\n<u>In tutto questo contesto si inserisce anche l\u2019attuale COP 30 di Bel\u00e9m, in Brasile, che si chiude oggi e dove per\u00f2 l\u2019attenzione sembra essere spostata maggiormente su tematiche finanziare che ambientali. <\/u><br \/>\n<br style=\"\" \/><br \/>\nL\u2019Europa si trova in una posizione difficile a livello internazionale, specialmente riguardo alle politiche ambientali: da un lato gli Stati Uniti che, sotto la politica di Trump, usciranno dall\u2019accordo di Parigi e dall\u2019altro lato la Cina che a livello di emissioni ne produce pi\u00f9 di Europa e USA messi insieme. Bruxelles ha invece sulla carta degli ambiziosi obiettivi di sostenibilit\u00e0 che per\u00f2 fatica a raggiungere lasciando cos\u00ec un alto rischio di invasione da parte delle industrie di altri stati, come per i veicoli elettrici cinesi a basso costo. A quasi quattro anni dall\u2019invasione Russa dell\u2019Ucraina, l\u2019Europa fatica ancora per poter ottenere la tanto desiderata indipendenza energetica. <strong>Sebbene ad oggi la soluzione pi\u00f9 logica sia quella di migliorare la penetrazione rinnovabile nel mix energetico<\/strong>, l\u2019Europa non appare ancora pronta e decisa a raggiungere questa indipendenza.<br \/>\n<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso 13 novembre il Parlamento Europeo ha approvato una manovra significativa ma sofferta sul fronte della politica climatica. 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