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ETS: BRUXELLES BOCCIA DI FATTO L’ART. 6 DEL D.L. BOLLETTE

Il via libera della Commissione Europea al nuovo quadro temporaneo di aiuti di Stato, denominato Metsaf (Middle East Temporary State Aid Framework), porta con sé un segnale di stop per le politiche in tema di costo dell’energia promosse recentemente dal Governo italiano. Sebbene il piano sia nato per mitigare l’impennata dei costi di carburanti, fertilizzanti ed elettricità causata dal conflitto in Medio Oriente, Bruxelles ha fissato un paletto invalicabile: gli oneri ETS sono fuori dal perimetro dei sussidi.


La precisazione della Commissione rappresenta una sostanziale bocciatura dell’articolo 6 del DL Bollette. La norma nazionale mirava infatti a “sterilizzare” i costi del sistema per lo scambio di quote di emissione (ETS) a favore dei produttori termoelettrici, cercando di alleggerire il carico fiscale legato alla decarbonizzazione.
Tuttavia, la comunicazione ufficiale di Bruxelles è perentoria: le misure di sostegno non possono in alcun modo coprire i costi di conformità al sistema ETS, né possono utilizzare il prezzo della CO2 come parametro per calcolare le compensazioni.


La scelta della Commissione risponde alla necessità di mantenere integri gli incentivi del sistema ETS. Permettere agli Stati membri di rimborsare tali quote significherebbe annullare la spinta verso la transizione ecologica, eliminando il segnale di prezzo che spinge le industrie a inquinare meno.


Secondo quanto emerge dai documenti comunitari, qualsiasi intervento sui prezzi del gas nella produzione termoelettrica dovrà essere valutato “caso per caso”, ma con il divieto assoluto di toccare i costi ambientali.
Mentre si chiude la porta ai sussidi per i combustibili fossili (anche sotto forma di sconti sulle emissioni), la strategia europea punta con decisione altrove. La presidente Ursula Von der Leyen ha infatti rilanciato proponendo di destinare 95 miliardi di euro proprio per accelerare l’elettrificazione di trasporti e industrie, indicandola come l’unica soluzione strutturale per sottrarre l’economia europea alla volatilità dei mercati dei combustibili.


In sintesi, per l’Italia si profila la necessità di riscrivere le misure di sostegno al comparto elettrico: il tentativo di abbattere il costo delle bollette tramite la neutralizzazione degli oneri ETS pare quindi ufficialmente respinto dai regolatori europei.


Di seguito il commento del Direttore Taglioli: “mi sono recato personalmente a Bruxelles per trattare questo tema e lì ho fatto presente come se da un lato i termoelettrici si trovano a pagare gli ETS, dall’altro gli idroelettrici si trovano a pagare in certe zone anche oltre 25€/MWh di canoni. Desidero ringraziare chi ha compreso le difficoltà delle rinnovabili in generale ed in particolare dell’idroelettrico che sarebbero derivate dalla sterilizzazione degli ETS. Desidero anche ringraziare anticipatamente i membri del Governo che sicuramente sapranno trovare la soluzione migliore a contemperare gli interessi di tutti”.