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POLITICHE ENERGETICHE E TRANSIZIONE GREEN: TRA SPINTE E FRENATE EUROPEE, NORMATIVE REGIONALI E TENTATIVI DI VELOCIZZAZIONE BUROCRATICA

​Il panorama della transizione ecologica e del mercato energetico si trova ad affrontare un momento caratterizzato da dinamiche contrastanti: pressioni internazionali per frenare sui target di decarbonizzazione, tentativi di spinta normativa verso l’efficienza procedurale, consolidamento delle rinnovabili.


Un breve riepilogo per sommi capi delle dinamiche attuali:
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1. Pressione diplomatica: la proposta di Italia e Repubblica Ceca su ETS e fonti fossili.
​A livello europeo si registra un tentativo di ridimensionare la portata delle attuali politiche ambientali: in una lettera congiunta inviata alla Commissione Europea e agli Stati membri, Italia e Repubblica Ceca hanno richiesto:

  • ​Frenata sul mercato del carbonio (ETS): la sospensione temporanea o il depotenziamento del sistema ETS, la revisione della Market Stability Reserve (MSR), il rinvio del phasing-out delle quote gratuite e il posticipo dell’entrata in vigore dell’ETS2.
  • ​Riabilitazione di gas e nucleare: la revisione della Tassonomia europea per estendere il ruolo del gas naturale oltre il 2035, il rilancio del nucleare e la sospensione delle norme contro le dispersioni di metano.
  • ​Sussidi alla generazione termoelettrica: interventi per calmierare i costi ETS per la generazione termoelettrica.

​Questa posizione mira a proteggere le tecnologie tradizionali, ma solleva molte perplessità per il rischio di disincentivare gli investimenti nelle fonti rinnovabili e creare incertezza per gli operatori green.
In merito al tema seguono le parole del Direttore Taglioli: “il tema degli ETS è sicuramente spinoso, da un lato non si deve mai trascurare la salvaguardia della competitività del paese, dall’altro l’attenzione verso l’ambiente non può essere tralasciata. In un mix di fonti dove le fossili giocano un ruolo imprescindibile dobbiamo però poter valorizzare al meglio le rinnovabili, alle quali va riservata la giusta attenzione”.
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2. Quadro nazionale ed enti locali: incentivi, aste e disciplina delle aree idonee.
​Sul fronte interno, la disciplina delle energie rinnovabili registra nuove possibilità procedurali, finanziarie e territoriali:

  • ​Stoccaggio e mercati (MACSE e FER X): ARERA ha rivisto al rialzo a 27.000 €/MWh per anno il premio massimo per le aste del meccanismo di stoccaggio elettrico (MACSE) relative al 2029, a causa dell’aumento dei CAPEX di riferimento. Contestualmente, il GSE ha recentemente tracciato la tempistica per il primo bando FER X definitivo.
  • ​Nuove regole territoriali in Liguria: il Consiglio Regionale della Liguria ha approvato il DDL n. 88 sulle aree idonee per gli impianti a fonti rinnovabili, definendo criteri precisi per fotovoltaico, idroelettrico, eolico e accumuli.
  • Viene previsto il trasferimento delle Autorizzazioni Uniche a Province e Città Metropolitana.
  • ​Revisione incentivi e risorse PNRR: è entrato in vigore il decreto per l’uscita volontaria dagli incentivi del Conto Energia per impianti sopra i 20 kW. Parallelamente, il MASE ha ridistribuito oltre 1,062 miliardi di euro nell’ambito del Programma Nazionale PN Ric 2021-2027 per le interconnessioni energetiche, rimuovendo il vincolo dei 5.000 abitanti nei Comuni del Mezzogiorno.



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3. Semplificazione normativa: le novità del DL Ambiente sui permessi.
​Per supportare l’avanzamento dei progetti industriali e infrastrutturali, la nuova bozza del Decreto-Legge Ambiente punta a snellire le tempistiche autorizzative:

  • ​Riorganizzazione delle competenze: l’articolo 1 della bozza affida alla Commissione PNRR-PNIEC la gestione diretta delle verifiche di assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).
  • ​Meccanismo di sanzione/rimborso sui ritardi: a partire dal 2026, in caso di mancato rispetto dei tempi di istruttoria VIA da parte del MASE, è previsto il rimborso del 50% dei diritti di istruttoria alle aziende, entro un limite annuale di 5 milioni di euro.