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BRUXELLES TIRA DRITTO SUI BENCHMARK CO2 DEL PERIODO 2026-2030: PARTE LA CONSULTAZIONE

La Commissione europea accelera sulla transizione ecologica e avvia ufficialmente la consultazione pubblica per l’aggiornamento dei benchmark del sistema ETS (Emission Trading System) per il quinquennio 2026-2030. La decisione di Bruxelles segna un punto di fermezza: l’iniziativa parte infatti nonostante il recente tentativo di frenata da parte del Governo italiano, che aveva richiesto un rinvio della revisione per tutelare i settori industriali più energivori dai potenziali contraccolpi economici.


​L’obiettivo della Commissione è blindare i target climatici senza però azzoppare il tessuto produttivo continentale. La proposta punta a mantenere un delicato equilibrio attraverso una serie di misure chiave:

  • ​Quote gratuite confermate: L’industria europea continuerà a ricevere in media il 75% di quote di emissione gratuite. Il calcolo rimarrà tarato sulle performance del 10% degli impianti più efficienti d’Europa.
  • ​Spinta all’elettrificazione: Vengono potenziati gli incentivi per elettrificare i processi industriali, sfruttando i margini di flessibilità della normativa attuale.
  • ​Il principio “chi inquina paga”: Nessuno sconto per chi resta indietro. Le aziende che supereranno i tetti di CO₂ stabiliti dai nuovi benchmark saranno obbligate ad acquistare permessi ETS supplementari sul mercato.


  • ​Secondo le stime della Commissione, il nuovo assetto dei benchmark non sarà solo un vincolo, ma un’opportunità: si prevede infatti un beneficio economico complessivo di circa 4 miliardi di euro tra il 2026 e il 2030.


    ​La tabella di marcia della Commissione è serrata. La consultazione pubblica rimarrà aperta per quattro settimane, lasciando spazio alle ultime osservazioni degli stakeholder. Subito dopo il confronto con gli Stati membri, l’esecutivo UE conta di adottare l’atto di esecuzione entro la fine di giugno 2026, procedendo a stretto giro con l’assegnazione delle quote.


    ​La partita sul clima, tuttavia, non si esaurisce qui. Bruxelles ha già annunciato che entro luglio 2026 prenderà il via una revisione ancora più ampia e strutturale dell’intero sistema ETS, per allinearlo ai futuri step della politica climatica europea.