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MANOVRA ECONOMICA: NOVITÀ PER RINNOVABILI E IMPRESE

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla manovra 2027, un pacchetto complessivo da circa 26 miliardi di euro che dedica una sezione centrale alla transizione energetica, al taglio dei costi in bolletta e al sostegno alle infrastrutture. Sotto la guida del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), sono stati stanziati oltre 14 miliardi di euro per le politiche ambientali e industriali, sfruttando i margini di flessibilità della clausola di salvaguardia europea (NEC) per il biennio 2027-2028.
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​Da una prima analisi emerge che il pilastro industriale della manovra stanzia più di 6 miliardi di euro per calmierare il caro-energia e sostenere la transizione delle imprese:

  • ​2,5 miliardi sono riservati alle aziende energivore.
  • ​3,53 miliardi finanziano una nuova edizione dell’Energy Release dedicata alle PMI (con priorità per circa 100mila utenze in media tensione, valutando eventuali estensioni alle fasce a 16,5 kW). I fondi saranno vincolati a interventi di decarbonizzazione e sviluppo di nuova potenza pulita.


​Sul fronte dello sviluppo tecnologico e della produzione di energia verde, la manovra prevede:


  • ​1,2 miliardi di euro per il fotovoltaico, con l’obiettivo di installare circa 3 GW di nuova potenza tramite contributi fino al 40% per impianti fino a 1 MW.
  • ​800 milioni di euro per l’idroelettrico, destinati a recuperare la capacità degli invasi e a promuovere nuovi investimenti nel settore.
  • ​700 milioni di euro per il biometano, uniti a incentivi alla produzione per incrementare la disponibilità nazionale di gas rinnovabile e alleggerire l’impatto del sistema ETS per le aziende.

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​Per coprire parte degli interventi, l’esecutivo ha introdotto un contributo aggiuntivo di circa 700 milioni di euro a carico delle società energetiche, innalzando ulteriormente la maggiorazione Irap per il comparto (con ipotesi di aliquote rafforzate fino al 2029) e vietando l’eventuale traslazione del rincaro fiscale sui consumatori finali.


​È stato invece rinviato al prossimo Consiglio dei Ministri il decreto Bollette bis, misura da 1,2 miliardi di euro pensata per replicare il modello iberico sul tetto al prezzo del gas nella generazione termoelettrica. Il premier Giorgia Meloni ha motivato lo slittamento con la necessità di ulteriori approfondimenti tecnici (in particolare con ARERA), escludendo problemi di copertura o frizioni con Bruxelles, e ha anticipato una probabile proroga dei regimi di tutela.


Le parole del Direttore Taglioli a caldo: “comprendo la difficoltà del momento, per imprese e famiglie la bolletta è molto alta, di conseguenza, ritengo un aumento dell’IRAP, in misura contenuta, un valido contributo che i produttori di energia possano e vogliano mettere a disposizione. Un conto è ragionare su misure sostenibili, diverso è ripensare a quanto accaduto nel 2022, con società messe palesemente in rosso a causa di un prelievo senza senso.
Abbiamo lavorato a fianco del Governo, mostrandoci favorevoli a fornire un giusto e corretto contributo, facendo ben presente quale sia il limite di quel perimetro da non varcare.
Desidero ringraziare il Presidente del Consiglio Meloni ed i Ministri Gilberto Pichetto Fratin e Adolfo Urso per la collaborazione e la comprensione fattivamente mostrata”.